HomeScienzaZoologiaScoperto in Canada un insetto che potrebbe essere sopravvissuto all'ultima era glaciale

Scoperto in Canada un insetto che potrebbe essere sopravvissuto all’ultima era glaciale

Scoperta in una grotta canadese una specie di insetti precedentemente sconosciuta. Potrebbe essere sopravvissuta all'ultima era glaciale e rimasta nascosta nella grotta finché il ghiaccio, poco tempo fa, non si è ritirato

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Una nuova specie scoperta in profondità in una grotta in Canada potrebbe semplicemente essere un insetto precedentemente sconosciuto. O potrebbe essere qualcosa di molto più grande: un sopravvissuto dell’ultima era glaciale, che si è conclusa migliaia di anni fa.

La scoperta, pubblicata su Subterranean Biology, narra di un artropode primitivo, di nome Haplocampa wagnelli, che ha vissuto nelle grotte di Vancouver, nella British Columbia, vicino alla città di Port Alberni.

È la presenza della specie in una grotta che è stata coperta “da una spessa coltre di ghiaccio fino a poco tempo fa” che suggerisce che potrebbe essere un sopravvissuto da lungo tempo perduto.

La nuova specie è piuttosto interessante per le sue caratteristiche troglomorfiche: antenne con 32 antennomeri, chemocettori olfattivi, ciascuno una struttura a spirale piegata e multiperforata, e numerosi sensilla intaglio“, recita l’abstract dello studio. “Inoltre, è una delle specie troglomorfe più settentrionali ad aver colonizzato – presumibilmente di recente – un’area occupata dalla lastra di ghiaccio del tardo Wroconsian Nordamericano durante l’ultimo massimo glaciale.

L’ultimo massimo glaciale si è verificato durante l’ultima era glaciale, durante la quale vaste distese di ghiaccio coprivano la maggior parte del Nord America, del nord Europa e dell’Asia. Le lastre di ghiaccio hanno raggiunto la loro area di copertura più ampia circa 26.500 anni fa, prima di ritirarsi definitivamente.

A differenza di altri “diplodeidi adattati alla grotta“, che hanno corpi allungati e sottili, l’Haplocampa wagnelli ha antenne e zampe leggermente allungate e un corpo più spesso. Per questo i ricercatori hanno concluso che “la specie non è esclusivamente sotterranea ed è probabile che sia presente anche negli habitat del suolo“.

La scoperta è stata effettuata dall’entomologo Alberto Sendra e dagli gli speleologi Craig Wagnell, Tawney Lem e Felix Ossigi-Bonanno.

Sendra e Wagnell sono co-autori sullo studio.

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