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Neuralink: ampliata la sperimentazione con impianti cerebrali N1 su sette pazienti

Conferme recenti dal Barrow Neurological Institute rivelano che sette pazienti hanno già ricevuto l'impianto cerebrale N1 di Neuralink. Questa espansione testimonia il continuo impegno dell'azienda nello sviluppo di tecnologie neuro-implantari volte a migliorare la qualità della vita di individui affetti da condizioni neurologiche complesse

Neuralink sta progressivamente ampliando il numero di pazienti che hanno ricevuto il suo impianto cerebrale N1. Secondo le recenti comunicazioni del Barrow Neurological Institute, sette individui hanno ora beneficiato di questa tecnologia innovativa.

Neuralink: ampliata la sperimentazione con impianti cerebrali N1 su sette pazienti
Neuralink: ampliata la sperimentazione con impianti cerebrali N1 su sette pazienti

Questo impianto è progettato per consentire a persone affette da lesioni del midollo spinale cervicale o da sclerosi laterale amiotrofica (SLA) di controllare un computer utilizzando esclusivamente il pensiero. Nel febbraio 2025, Neuralink aveva confermato che tre pazienti avevano ricevuto la sua interfaccia cervello-computer (BCI). Questo numero è salito a cinque entro giugno, contestualmente all’annuncio di un significativo round di finanziamento da 650 milioni di dollari. Il Barrow Neurological Institute ha poi confermato l’ulteriore aumento a sette partecipanti, un messaggio che è stato ritwittato dall’azienda.

Attualmente, sei dei sette individui che hanno ricevuto l’impianto cerebrale N1 di Neuralink sono partecipanti attivi nello studio PRIME (Precise Robotically Implanted Brain-Computer Interface). Questo studio clinico cruciale è condotto sotto la supervisione del Barrow Neurological Institute, un centro di eccellenza con sede a Phoenix, in Arizona, che si occupa della gestione e del monitoraggio degli impianti.

L’obiettivo fondamentale del programma PRIME è duplice: valutare la sicurezza e accertare l’efficacia dell’intero sistema Neuralink. Ciò include specificamente l’impianto neurale N1, il robot chirurgico R1, progettato per l’inserimento preciso del dispositivo, e l’applicazione software N1 User, essenziale per consentire l’interazione tra il paziente e il computer. Tutti i dettagli relativi a questi obiettivi e alle metodologie dello studio sono scrupolosamente delineati nell’opuscolo ufficiale del programma.

È imperativo sottolineare che, ad oggi, nessuna interfaccia cervello-computer (BCI), incluso il sistema di Neuralink, ha ancora ottenuto l’approvazione formale dalla Food and Drug Administration (FDA) statunitense. Questo significa che, nonostante i progressi e le promettenti applicazioni, questi dispositivi sono ancora in fase di sperimentazione clinica e non sono disponibili per un uso commerciale generalizzato.

Dettagli e obiettivi dello studio PRIME

Attualmente, sei dei sette individui che hanno ricevuto l’impianto cerebrale N1 sono partecipanti attivi nello studio PRIME (Precise Robotically Implanted Brain-Computer Interface). Questo studio clinico cruciale è condotto sotto la supervisione del Barrow Neurological Institute, un centro di eccellenza con sede a Phoenix, in Arizona, che si occupa della gestione e del monitoraggio degli impianti.

L’obiettivo fondamentale del programma PRIME è duplice: valutare la sicurezza e accertare l’efficacia dell’intero sistema Neuralink. Ciò include specificamente l’impianto neurale N1, il robot chirurgico R1, progettato per l’inserimento preciso del dispositivo, e l’applicazione software N1 User, essenziale per consentire l’interazione tra il paziente e il computer. Tutti i dettagli relativi a questi obiettivi e alle metodologie dello studio sono scrupolosamente delineati nell’opuscolo ufficiale del programma.

È imperativo sottolineare che, ad oggi, nessuna interfaccia cervello-computer (BCI), incluso il sistema di Neuralink, ha ancora ottenuto l’approvazione formale dalla Food and Drug Administration (FDA) statunitense. Questo significa che, nonostante i progressi e le promettenti applicazioni, questi dispositivi sono ancora in fase di sperimentazione clinica e non sono disponibili per un uso commerciale generalizzato.

I pazienti e le loro storie

Neuralink sta estendendo l’applicazione della sua tecnologia a un numero crescente di individui, ciascuno con una storia unica di superamento delle avversità. Tra i pazienti figura Noland Arbaugh, ora 31enne, che ha subito una paralisi a seguito di un incidente subacqueo. Un altro beneficiario è Alex, un ex costruttore di componenti meccanici che, avendo perso la funzionalità delle braccia, ora utilizza il suo impianto N1 per la progettazione tridimensionale (CAD) di componenti. Il terzo paziente a ricevere l’impianto N1 è Brad, la prima persona affetta da SLA ad averne beneficiato, come confermato dal Barrow Neurological Institute.

Il quinto paziente reso pubblico è RJ, un veterano che ha riportato una paralisi in seguito a un incidente motociclistico, secondo l’Università di Miami. Gli altri due pazienti coinvolti nel programma di Neuralink rimangono anonimi, ma è previsto che l’azienda continui a reclutare nuovi partecipanti.

L’azienda, guidata da Elon Musk, opera in un settore altamente competitivo, fronteggiando altre startup innovative nel campo delle interfacce cervello-computer (BCI), tra cui Echo e Synchron. Il dispositivo di Synchron, ad esempio, è già stato impiantato in dieci persone e si appresta a diventare il primo a offrire una connessione Bluetooth diretta con i dispositivi Apple.

A differenza dell’impianto di Neuralink, che richiede la perforazione del cranio e il posizionamento sul cervello, il dispositivo di Synchron viene inserito in una vena soprastante il cervello. Nonostante le diverse metodologie adottate da ciascuna azienda, l’obiettivo comune rimane invariato: migliorare significativamente la qualità della vita delle persone affette da gravi disabilità.

Per maggiori informazioni, consulta lo studio PRIME.

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