HomeScienzaEsplorazione SpazialeResilience, obiettivo Luna: la missione giapponese entra nella fase cruciale

Resilience, obiettivo Luna: la missione giapponese entra nella fase cruciale

La sonda Resilience, sviluppata dalla società ispace con sede a Tokyo, ha raggiunto con successo l'orbita lunare, proseguendo verso un tentativo di allunaggio di rilevanza storica previsto nel prossimo futuro

La sonda Resilience, frutto dell’ingegneria della società ispace con sede a Tokyo, ha compiuto con successo l’ingresso nell’orbita lunare martedì 6 maggio, mantenendo la tabella di marcia prevista per un tentativo di allunaggio che si preannuncia storico e programmato tra un mese.

Dichiarazioni del CEO di ispace e prossime fasi della missione

Takeshi Hakamada, fondatore e CEO di ispace, ha espresso la sua soddisfazione in una nota ufficiale: “Siamo estremamente lieti che il lander Resilience abbia raggiunto con successo l’orbita lunare come previsto oggi. Continueremo a procedere con operazioni accurate e preparativi approfonditi per garantire il successo dell’allunaggio“. Queste parole sottolineano l’impegno e la meticolosità del team di ispace nelle fasi cruciali che precedono la discesa sulla superficie lunare.

La sonda Resilience era stata lanciata il 15 gennaio a bordo di un razzo SpaceX Falcon 9, condividendo il viaggio inaugurale con un altro lander lunare privato, il Blue Ghost, sviluppato e gestito dalla compagnia texana Firefly Aerospace. Tuttavia, le due sonde hanno intrapreso rotte distinte verso la Luna. Blue Ghost ha optato per una traiettoria più diretta, raggiungendo l’orbita lunare già il 13 febbraio e concludendo la sua missione con un atterraggio sulla Terra il 2 marzo.

Questo evento ha segnato un traguardo significativo, con Blue Ghost che è diventato il secondo lander privato a effettuare un atterraggio morbido sulla Luna, dopo la sonda Odysseus di Intuitive Machines nel febbraio 2024. Resilience, al contrario, ha scelto un percorso più lungo e a basso consumo energetico, che ha incluso un sorvolo ravvicinato della Luna il 14 febbraio. Questa strategia evidenzia le diverse filosofie di missione e le priorità in termini di ottimizzazione del carburante e di durata del viaggio spaziale.

Obiettivo allunaggio nel mare Frigoris

Se le operazioni procederanno senza intoppi, il lander Resilience, sviluppato dalla società con sede a Tokyo ispace, dovrebbe effettuare il suo allunaggio il 5 giugno. Il sito designato per questo storico tentativo è il Mare Frigoris, una vasta pianura basaltica situata nell’emisfero settentrionale della Luna, il cui nome latino significa “Mare del Freddo“.

Un atterraggio riuscito rappresenterebbe il secondo successo di questo tipo per il Giappone. Precedentemente, l’agenzia spaziale nazionale giapponese aveva lanciato la sonda SLIM, acronimo di “Smart Lander for Investigating Moon”, nel gennaio del 2024, dimostrando la crescente competenza del paese nell’esplorazione lunare.

A bordo sono presenti cinque carichi utili di natura scientifica e tecnologica. Tra questi spicca un rover in miniatura denominato Tenacious, realizzato dalla filiale lussemburghese di ispace. Tenacious avrà il compito di raccogliere materiale lunare in base a un contratto stipulato con la NASA, segnando un’importante collaborazione internazionale per l’analisi del suolo lunare. Il piccolo rover trasporta a sua volta un carico utile singolare: “Moonhouse”, un progetto artistico ideato da Mikael Genberg. Questa installazione è stata posizionata sul paraurti anteriore di Tenacious, aggiungendo una dimensione culturale e artistica alla missione scientifica.

Il tentativo di allunaggio previsto per il 5 giugno rappresenta il secondo sforzo di ispace per raggiungere la superficie lunare, un obiettivo che la compagnia persegue con l’intento di contribuire all’apertura della Luna a ulteriori esplorazioni e alla potenziale utilizzazione delle sue risorse. Il primo lander lunare dell’azienda aveva raggiunto con successo l’orbita lunare nel marzo del 2023, ma aveva incontrato difficoltà durante la fase di atterraggio nell’aprile dello stesso anno. Questo nuovo tentativo testimonia la determinazione di ispace nel superare le sfide tecniche e nel perseguire la sua visione di un futuro lunare accessibile.

Resilience: design e struttura ottimizzati

La sonda Resilience, sviluppata da ispace, presenta un design e una struttura che sono stati meticolosamente ottimizzati per garantire un peso contenuto, dimensioni compatte e un’elevata affidabilità, elementi cruciali per il successo della prima missione commerciale di allunaggio. La lander della Serie 1, su cui si basa Resilience, si erge a circa 2.3 metri di altezza e presenta un ingombro di 2.6 x 2.6 metri grazie ai suoi quattro piedi di atterraggio. La massa a secco della sonda è di 340 kg, con un corpo principale di forma prismatica ottagonale alto 1.64 metri e con un diametro massimo di circa 1.6 metri.

Per le manovre di atterraggio è equipaggiata con un motore principale e sei propulsori ausiliari che consentono un controllo preciso durante la discesa sulla superficie lunare. L’energia necessaria per il funzionamento dei sistemi di bordo è fornita da pannelli solari montati sul corpo della sonda, capaci di generare una potenza di picco di 350 W, che caricano una batteria agli ioni di litio. Le comunicazioni con la Terra avvengono tramite banda X, sia per l’invio di comandi (uplink) che per la ricezione di dati (downlink).

La missione di Resilience prevede il trasporto di cinque carichi utili scientifici e tecnologici. Uno dei principali è il micro-rover Tenacious, sviluppato dalla filiale europea di ispace in Lussemburgo. Questo rover esplorerà l’area circostante al sito di atterraggio, raccoglierà regolite lunare e trasmetterà i dati raccolti al lander. È dotato di una telecamera HD frontale e di una pala per la raccolta dei campioni. Un ulteriore carico utile trasportato dal rover è “Moonhouse”, una piccola casa modello realizzata dall’artista svedese Mikael Genberg, installata sul paraurti anteriore di Tenacious.

La sonda Resilience funge anche da artefatto culturale, trasportando un disco di memoria dell’UNESCO che preserva la diversità linguistica e culturale del nostro pianeta. Altri carichi utili includono apparecchiature per l’elettrolisi dell’acqua, un modulo autonomo per esperimenti di produzione alimentare a base di alghe e una sonda per la misurazione delle radiazioni nel Deep Space.

Per maggiori informazioni visita il sito ufficiale di ispace.

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