È noto che il cervello umano subisce un naturale processo di restringimento con l’avanzare dell’età, un fenomeno che spesso compromette la capacità di ricordare. Tuttavia, un gruppo straordinario di individui, definiti SuperAger, sembra sfidare questa regola. Queste persone, fortunate e rare, mantengono una memoria nitida e vivace come quella di una persona di 30 anni più giovane.

Carol Siegler: l’esempio vivente di una SuperAger
Un perfetto esempio di SuperAger è Carol Siegler, residente a Palatine, un sobborgo di Chicago. A 82 anni, ha dimostrato le sue eccezionali capacità vincendo il torneo americano di cruciverba per la sua fascia d’età, un evento a cui ha ammesso di aver partecipato “per scherzo”. La sua mente acuta le ha anche permesso di superare le audizioni preliminari per il popolare quiz show “Jeopardy!”, sebbene la sua partecipazione sia stata interrotta dalla pandemia di Covid. Oggi, vicina ai 90 anni, Siegler mantiene una forma mentale impeccabile.
3La ricerca è condotta dal SuperAging Program della Northwestern University, un’istituzione guidata da Tamar Gefen, professore associato di psichiatria. Attualmente, il programma studia 113 soggetti viventi. Negli ultimi 25 anni, un contributo fondamentale è arrivato da 80 persone che hanno donato il loro tessuto cerebrale alla ricerca, portando a scoperte rivoluzionarie.
Per essere ammessi a questo studio, i candidati devono avere almeno 80 anni e superare test cognitivi rigorosi. Il criterio principale è che la loro memoria episodica, la capacità di ricordare eventi quotidiani e passati, sia paragonabile o addirittura superiore a quella di individui sani di 50-60 anni. Dei circa 2.000 individui esaminati in 25 anni, meno del 10% ha soddisfatto questi elevati standard.
Stile di vita e caratteristiche neurologiche
Il fenomeno dei SuperAger, individui che mantengono una memoria eccezionale in età avanzata, non si spiega solamente con lo stile di vita. Gli studi hanno rivelato un quadro complesso che unisce abitudini sociali e tratti psicologici a specifiche caratteristiche neurologiche uniche.
Una costante è la loro spiccata socievolezza. Sono persone che coltivano relazioni e partecipano attivamente alle loro comunità, confermando l’importanza delle connessioni sociali come fattore protettivo contro lo sviluppo della demenza. Un’altra caratteristica cruciale è il forte senso di autonomia, libertà e indipendenza che li contraddistingue, permettendo loro di vivere la vita secondo le proprie decisioni. I ricercatori ritengono che sentirsi in trappola o oppressi, specialmente in una condizione di vulnerabilità, possa compromettere il benessere psicosociale e quindi l’invecchiamento cognitivo.
Al contrario, sul fronte dei comportamenti salutari, presentano una grande eterogeneità. Esistono casi di individui con problemi di salute come diabete o malattie cardiache, che non sono particolarmente attivi fisicamente o non seguono diete rigorose. Un esempio emblematico è un SuperAger che consuma regolarmente quattro birre ogni sera, senza che questo sembri aver compromesso le sue facoltà cognitive.
Le scoperte più affascinanti riguardano le differenze a livello cerebrale. Nei SuperAger, la corteccia cingolata, un’area cruciale per l’attenzione e la motivazione, risulta essere più spessa rispetto a quella di persone di 50-60 anni. Questo dato supporta l’osservazione che sono estremamente concentrati e dotati di un’eccezionale capacità di attenzione.
Inoltre, il loro cervello presenta un fenomeno sorprendente nell’ippocampo, il centro della memoria. Qui hanno una quantità di grovigli di proteina tau fino a tre volte inferiore rispetto ai loro coetanei. La formazione di questi grovigli è uno dei segni distintivi dell’Alzheimer. Anche il sistema colinergico, che gestisce l’attenzione quotidiana, appare più forte e plastico, mentre è tra i primi a essere danneggiato dall’Alzheimer.
Un’altra peculiarità si riscontra nella corteccia entorinale, un’area fondamentale per la memoria e l’apprendimento, che in loro possiede cellule più grandi e sane. È significativo notare che la corteccia entorinale è proprio una delle prime regioni cerebrali a essere colpita dal morbo di Alzheimer.
L’anatomia di una memoria forte
La ricerca sui SuperAger ha svelato dettagli affascinanti sull’architettura e sul funzionamento dei loro cervelli, offrendo nuovi spunti per comprendere l’invecchiamento cognitivo. Questi studi si sono concentrati su due aree cruciali: la struttura cellulare e la risposta immunitaria.
Un’indagine microscopica ha rivelato una caratteristica sorprendente nella corteccia entorinale dei SuperAger, una regione del cervello fondamentale per la memoria. Nel secondo strato di quest’area, i ricercatori hanno scoperto neuroni “enormi, tozzi, intatti, bellissimi e giganteschi”, superando in dimensioni persino quelli di individui di trent’anni. Questa scoperta suggerisce una notevole integrità strutturale e una robustezza architetturale che rende i neuroni meno vulnerabili, a differenza di quanto accade nel morbo di Alzheimer.
Gli esperti stanno esaminando anche il sistema immunitario cerebrale, concentrandosi sulle microglia, le cellule immunitarie residenti nel cervello. Queste cellule sono meno attivate nella materia bianca, la rete di comunicazione del cervello, rispetto ai loro coetanei. Questo potrebbe significare che il loro cervello ha meno sostanze nocive da combattere, o che le microglia hanno una risposta più efficiente e flessibile, attivandosi per eliminare le minacce e poi tornando rapidamente a uno stato di quiescenza.
La genetica gioca un ruolo complesso e multifattoriale, non limitandosi alla presenza o assenza di un singolo gene. Gli scienziati stanno studiando specifici geni candidati che influenzano longevità, riparazione cellulare e riserva cognitiva. Tuttavia, la soluzione per malattie come l’Alzheimer non sarà semplice. Gli esperti prevedono che la prevenzione e il trattamento richiederanno un approccio personalizzato, con un “cocktail” di interventi che tengano conto di una combinazione di fattori genetici e ambientali.
Lo studio è stato pubblicato su Alzheimer’s & Dementia.





































