Quali sono i luoghi più rischiosi per contrarre il Covid19?

Secondo un recente studio pubblicato su Nature, i luoghi di super diffusione del virus sono bar, ristoranti, palestre ed hotel. Si tratta però di una simulazione che presenta alcuni limiti oggettivi

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Da tempo infettivologi ed epidemiologi affermano che circa due terzi dei contagi di Covid19 avviene in famiglia. Detta in questi termini parrebbe che le altre situazioni di rischio, dalla scuola ai trasporti pubblici, dai bar agli uffici siano del tutto marginali.
Si omette però di specificare che qualcuno in famiglia il contagio lo deve portare e naturalmente poi l’ambito familiare con la sua forzata promiscuità, non favorevole al distanziamento sociale, fa da “cassa di risonanza” dell’infezione.
Ma allora quali sono i luoghi più “rischiosi” per contrarre il contagio da SARS-Cov-2?
La risposta proviene da uno studio di un team di ricercatori della Stanford University e della Northwestern University, recentemente pubblicato su Nature. I ricercatori hanno predisposto un modello matematico con il quale sono stati in grado di effettuare interessanti simulazioni.
“Abbiamo costruito un modello informatico per analizzare il modo in cui persone di diversa estrazione demografica e di quartieri diversi visitano tipologie di luoghi più o meno affollati”, ha spiegato l’autore Jure Leskovec“Sulla base di ciò, abbiamo potuto prevedere la probabilità di nuove infezioni che si verificano in un dato momento e luogo”.
Gli autori dello studio hanno quindi analizzato gli spostamenti di oltre 98 milioni di americani concentrati nelle grandi aree urbane da marzo a maggio. Sono stati presi in considerazione parametri quali: dove le persone si recano, per quanto tempo rimangono in uno specifico posto, e quante altre persone incontrano nello stesso luogo e momento.
Hanno incrociato questi dati con altre informazioni di natura epidemiologica, demografica e di geoposizione anonima dei cellulari. Si è ottenuta così la conferma che la maggior parte dei contagi avvieni nei cosiddetti luoghi di “super diffusione” e in particolare ristoranti, palestre, bar e hotel a servizio completo, che fanno sì che le persone si ritrovino in spazi ristretti e chiusi per lunghi periodi di tempo, aumentando considerevolmente il rischio di trasmissione del coronavirus.
Limitatamente all’area metropolitana di Chicago che conta oltre 9,5 milioni di abitanti, il 10% dei punti di interesse (ovvero i luoghi che le persone tendono a visitare regolarmente) potrebbe essere responsabile dell’85% delle nuove infezioni registrate.
Il modello messo a punto dai ricercatori segnala anche come minoranze e ceti meno abbienti sono maggiormente soggetti ad infettarsi in quanto non possono ridurre drasticamente la mobilità.
I ricercatori che hanno individuato in bar, ristoranti, palestre ed hotel i siti potenzialmente super diffusori ritengono però che ci sia un’alternativa alla chiusura totale di questi esercizi. Sarebbe sufficiente ridurre drasticamente la capienza di questi esercizi commerciali dal 20 al 50% per abbattere significativamente i rischi di contagio, fino ad un 80% di infezioni in meno.
Per evitare eccessive semplificazioni occorre ribadire che lo studio è, essenzialmente, una simulazione predittiva e come abbiamo appreso in questi mesi di pandemia, spesso le simulazioni non colgono la complessità di una realtà, influenzata da molteplici variabili.
Inoltre la ricerca non prende in considerazione altri luoghi che sono oggetto di importanti focolai epidemici quali scuole, case di cura ed RSA e le carceri.