SpaceX ha siglato un accordo per fornire i propri terminali ottici a Muon Space, un produttore californiano fondato quattro anni fa, secondo una dichiarazione rilasciata il 21 ottobre. Questa collaborazione strategica consentirà ai futuri satelliti Halo di Muon Space di sfruttare la costellazione a banda larga Starlink come una rete globale di trasmissione dati.

SpaceX fornirà terminali ottici a Muon Space
L’accordo permetterà ai satelliti Halo di connettersi alla crescente rete di collegamenti ottici incrociati di Starlink in orbita terrestre bassa (LEO). Tale integrazione garantirà una connettività ad alta velocità, raggiungendo i 25 gigabit al secondo e operando su distanze fino a 4.000 chilometri.
SpaceX aveva annunciato per la prima volta l’intenzione di vendere questi terminali ad aziende esterne nel marzo 2024. Successivamente, anche Vast, uno sviluppatore di stazioni spaziali commerciali, aveva espresso l’intenzione di integrarli nella propria navicella spaziale Haven-1, il cui lancio è previsto per il 2026.
Gregory Smirin, presidente di Muon Space, ha rivelato a SpaceNews che l’azienda prevede di eseguire i test di questa nuova capacità in orbita bassa (LEO) nel primo trimestre del 2027. L’implementazione e la messa a disposizione del servizio per i clienti sono attese per il trimestre immediatamente successivo.
Sebbene i dettagli finanziari o altri termini dell’accordo non siano stati resi pubblici, Smirin ha enfatizzato l’intenzione di Muon Space di rendere “questa capacità a disposizione di ciascuno dei nostri clienti”, sottolineando l’obiettivo di offrire un servizio di trasmissione dati satellitare potenziato.
Il salto di qualità nella persistenza della connettività
I satelliti Halo di Muon Space, il cui peso è compreso tra $100$ e $500$ chilogrammi, saranno equipaggiati con un numero variabile di mini terminali laser Starlink. Tipicamente, ogni satellite trasporterà da uno a quattro di questi terminali, a seconda delle specifiche esigenze di connettività e della necessità di ridondanza richiesta dal cliente.
Il presidente di Muon, Gregory Smirin, ha evidenziato in un’intervista il grande interesse mostrato dalla maggioranza dei clienti verso questa nuova capacità. L’integrazione ottica è destinata a trasformare radicalmente la persistenza della connettività satellitare. Mentre un collegamento tradizionale con le stazioni di terra offre una persistenza compresa tra il $10\%$ e il $30\%$ (a seconda del design della costellazione), l’uso della rete Starlink garantirà una connettività persistente del $70\%-\text{80}\%$, con i satelliti Halo che passeranno il testimone ai nodi Starlink in avvicinamento. Smirin ha definito questo miglioramento un “enorme passo avanti”.
Muon Space opera i satelliti per conto dei suoi clienti, i quali sosterranno i costi per l’utilizzo della rete Starlink con un modello simile a quello dei servizi attuali delle stazioni di terra, basato sul volume di dati trasmessi o sul tempo di accesso.
Finora, Muon ha lanciato quattro satelliti Halo. Tra questi figura un prototipo, lanciato a marzo, per FireSat, un sistema di monitoraggio degli incendi boschivi sviluppato in collaborazione con l’organizzazione no-profit Earth Fire Alliance. Muon Space ha specificamente identificato questa applicazione come un esempio ideale per sfruttare appieno i benefici della connettività ottica ad alta velocità e persistenza.
Benefici per la gestione delle emergenze
L’integrazione dei terminali Starlink nei futuri veicoli spaziali FireSat di Muon Space è destinata a produrre benefici operativi significativi, in particolare nella riduzione della latenza dei dati. Secondo Muon, la latenza dei dati di monitoraggio potrebbe essere ridotta da una media di $20$ minuti a una condizione prossima al tempo reale.
Questa riduzione quasi istantanea del tempo di trasmissione è cruciale per i sistemi di monitoraggio degli incendi boschivi. Consentirebbe ai comandanti degli incidenti e ai primi soccorritori di ricevere avvisi quasi istantanei di nuove accensioni. Il presidente di Muon, Gregory Smirin, ha sottolineato che il vantaggio non si limita al solo rilevamento iniziale. Aggiornare rapidamente il perimetro, l’intensità e la velocità di movimento dell’incendio rende più semplice per i comandanti degli incidenti il dispiegamento efficace di personale e attrezzature. La riduzione della latenza quasi a zero è considerata una “enorme vittoria operativa”.
Nonostante l’accordo con SpaceX non sia esclusivo, Muon ritiene che il suo approccio di integrazione verticale consenta di sfruttare al massimo l’hardware del terminale. L’integrazione completa di tutti i componenti hardware, software e operativi nel veicolo spaziale permette di rendere il mini terminale laser il più produttivo possibile.
Smirin ha spiegato che montare il terminale su un veicolo spaziale sviluppato senza questa integrazione — definito un “Frankensat” — lo limiterebbe a causa di vincoli come la potenza o l’elaborazione, riducendone l’efficacia. A giugno, Muon ha rafforzato questa strategia acquisendo la startup di propulsione satellitare Starlight Engines, annunciando contestualmente l’estensione del suo round di Serie B a $146$ milioni di dollari.
Muon ha in programma il lancio di sette satelliti nel prossimo anno. Smirin ha inoltre confermato che l’azienda è sulla buona strada per almeno raddoppiare la sua produzione annuale, grazie all’incremento della capacità produttiva nel suo nuovo stabilimento a San Jose, in California. L’obiettivo finale di Muon è ambizioso: arrivare a costruire fino a $500$ satelliti spaziali all’anno.
Per maggiori informazioni, consulta il comunicato stampa ufficiale.





































