I migliori tessuti per confezionare mascherine sicure fatte in casa

Riprendiamo un studio che dimostra quali sono i tessuti più adatti per realizzare in casa mascherine abbastanza sicure, lavabili e disinfettabili.

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La nostra vita è cambiata da quando la pandemia ci ha stretto nella sua morsa, il virus sarà un nemico duro da battere, per questo i Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) raccomandano fortemente l’uso di mascherine in pubblico. Poiché le mascherine N95 e le mascherine chirurgiche scarseggiano e dovrebbero essere riservate agli operatori sanitari, molte persone le auto-producono.
Inoltre, il governo italiano suggerisce e consiglia l’uso delle mascherine negli spazi aperti ma ne sostiene l’obbligo in spazi chiusi, come negozi, ambienti di lavoro e mezzi pubblici. Senza scendere in una polemica sull’isterismo del sostenere prima che le mascherine non servono e poi stabilirne l’obbligo di uso, bisogna prendere atto che in molte zone vi è ancora difficoltà nel reperirne e l’indicazione secondo le quali dovranno diventare parte integrante dell’abbigliamento di 60 milioni di persone non aiuterà certo a renderle meno difficili da trovare. Per questa ragione riprendiamo un studio che dimostra quali sono i tessuti più adatti per realizzare in casa mascherine abbastanza sicure, lavabili e disinfettabili.
Su ACS Nano i ricercatori spiegano che una combinazione di cotone con seta naturale o chiffon a patto che la vestibilità sia buona, può filtrare in modo efficace le particelle di aerosol.
I ricercatori ritengono che il nuovo coronavirus SARS-CoV-2, che è la causa della COVID-19, si diffonda principalmente attraverso le goccioline (droplet) che le persone infette immettono nell’aria quando tossiscono, starnutiscono, parlano o semplicemente respirano. Queste goccioline hanno dimensioni diverse, e le più piccole, chiamate aerosol, possono passare con facilità attraverso le aperture delle fibre di tessuto. Questo ha portato alcuni ha domandarsi se le mascherine di stoffa possano effettivamente essere di qualche utilità per prevenire le malattie.
Supratik Guha e alcuni colleghi dell’Università di Chicago hanno voluto stabilire quanto i tessuti di uso comune, da soli o combinati ad altri, possono filtrare in maniera efficace aerosol delle dimensioni simili alle goccioline emesse durante la respirazione.
I ricercatori hanno fatto uso di una camera di miscelazione per aerosol capace di produrre particelle con diametro compreso tra 10 nm e 6 μm. Un dispositivo dotato di una ventola ha soffiato l’aerosol attraverso diversi campioni di tessuto ad una velocità del flusso d’aria regolata sulla respirazione di una persona a riposo, il team ha misurato il numero e la dimensione delle particelle nell’aria prima e dopo il passaggio attraverso il tessuto.
La combinazione migliore si è dimostrata quella composta da uno strato di tessuto di cotone a trama fitta combinato con due strati di chiffon di poliestere-spandex, un tessuto trasparente spesso usato in abiti da sera. Questa combinazione ha filtrato dall’80 al 99% dell’aerosol, a seconda delle dimensioni delle particelle soffiate.
Effettivamente, sono prestazioni simili a quelle del materiale utilizzato per realizzare le maschere N95.
Lo chiffon con seta naturale flanella, o una trapunta di cotone con ovatta di cotone e poliestere, hanno prodotto risultati comparabili.
I ricercatori hanno spiegato che i tessuti a trama fitta come il cotone, possono essere impiegati come una barriera in grado di fermare le particelle in modo meccanico, mentre i tessuti che mantengono una carica statica, come alcuni tipi di chiffon e seta naturale, fungono da barriera elettrostatica. Tuttavia, un gap dell’1% ha ridotto della metà o più l’efficienza di filtraggio di tutte le maschere, sottolineando l’importanza di una maschera correttamente montata.
Fonte: Phys.org

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