Un recente studio condotto dai ricercatori della New York University (NYU) ha messo a confronto l’efficacia dei farmaci per la perdita di peso, come Ozempic, con gli interventi di chirurgia bariatrica.
I risultati mostrano che, sebbene farmaci come la semaglutide e la tirzepatide (noti come agonisti del recettore GLP-1) offrano un valido aiuto, non riescono a competere con la chirurgia in termini di perdita di peso a lungo termine.

Farmaci GLP-1 vs. chirurgia bariatrica: una sfida per la perdita di peso
Gli scienziati hanno esaminato le cartelle cliniche di pazienti che avevano assunto farmaci GLP-1 e li hanno confrontati con quelli sottoposti a interventi chirurgici come la gastrectomia a manica o il bypass gastrico. Per garantire un confronto equo, i gruppi sono stati abbinati in base a fattori chiave come l’età, l’indice di massa corporea (BMI) e i livelli di zucchero nel sangue. I dati parlano chiaro: in un periodo di due anni, i pazienti che si sono sottoposti a chirurgia bariatrica hanno perso in media il 25,7% del loro peso corporeo totale. Al contrario, il gruppo trattato con farmaci ha registrato una perdita media di peso del 5,3%.
Questa notevole differenza è legata in parte alla natura più “permanente” dell’intervento chirurgico, mentre i pazienti tendono a non aderire in modo continuativo al trattamento farmacologico. Tuttavia, i ricercatori hanno osservato che anche su periodi di tempo più brevi la chirurgia ha sempre garantito risultati superiori.
Un confronto necessario
Nonostante i notevoli risultati, i farmaci a base di semaglutide e altri agonisti del recettore GLP-1 affrontano la sfida dell’aderenza al trattamento. Fino al 70% dei pazienti potrebbe interrompere l’assunzione entro un anno, un dato che spinge i ricercatori a considerare alternative o un maggiore impegno da parte dei pazienti per ottenere i risultati desiderati.
Lo studio in questione, finanziato dall’American Society for Metabolic and Bariatric Surgery (ASMBS), offre una prospettiva importante sul confronto tra i farmaci GLP-1 e gli interventi chirurgici. Sebbene i trattamenti farmacologici abbiano mostrato risultati positivi anche in questa ricerca, è fondamentale valutare il loro rapporto con i metodi chirurgici consolidati, specialmente considerando il raddoppio delle prescrizioni di GLP-1 tra il 2022 e il 2023. I farmaci GLP-1 godono di una popolarità molto maggiore rispetto alla chirurgia, ma spesso non vengono assunti con costanza. Al contrario, solo una piccola percentuale delle persone idonee sceglie l’opzione chirurgica.
La perdita di peso non è l’unico beneficio dei farmaci come Ozempic, originariamente approvato per il trattamento del diabete di tipo 2.
Questi farmaci aiutano a ridurre i livelli di zucchero nel sangue e possono diminuire il rischio di cancro e malattie cardiovascolari. Tuttavia, lo studio ha dimostrato che la chirurgia bariatrica offre un controllo glicemico ancora più efficace. È essenziale ricordare che anche la chirurgia ha i suoi limiti. Sebbene sia considerata sicura, è una procedura invasiva e permanente che richiede ai pazienti di seguire una dieta rigorosa e un programma di attività fisica regolare per mantenere i risultati nel tempo.
Ottimizzare i risultati con i farmaci GLP-1
La sfida nel campo del trattamento dell’obesità non si limita più al semplice confronto tra farmaci e interventi chirurgici. Come sottolinea il chirurgo bariatrico Karan Chhabra della NYU Grossman School of Medicine, la ricerca futura si concentrerà su tre aree chiave per perfezionare le strategie terapeutiche.
Una delle priorità dei futuri studi sarà quella di comprendere come i professionisti della salute possano massimizzare i benefici derivanti dall’uso dei farmaci a base di GLP-1. Questo significa andare oltre la semplice prescrizione e esplorare quali strategie di supporto, come l’educazione nutrizionale, il monitoraggio psicologico e l’integrazione con l’attività fisica, possano migliorare l’aderenza al trattamento e, di conseguenza, l’efficacia complessiva. L’obiettivo è trasformare il trattamento con GLP-1 da una terapia puramente farmacologica a un approccio olistico e personalizzato che tenga conto delle abitudini e delle necessità del paziente.
Determinare se un paziente risponderà meglio alla chirurgia bariatrica o a un trattamento a base di GLP-1 è un altro punto cruciale della ricerca. Non esiste una soluzione universale, e la scelta tra le due opzioni deve basarsi su una valutazione approfondita. Gli studi futuri mireranno a identificare indicatori specifici, come il profilo genetico, le condizioni di salute preesistenti o il comportamento alimentare, che possano aiutare a prevedere quale metodo offra le maggiori probabilità di successo per un individuo. L’obiettivo è sviluppare un modello decisionale che supporti i medici nella scelta della terapia più appropriata fin dall’inizio, ottimizzando così i risultati a lungo termine.
Infine, la ricerca si concentrerà sull’impatto dei costi diretti sul successo del trattamento. Il costo elevato dei farmaci GLP-1, spesso non coperto dalle assicurazioni sanitarie, rappresenta un ostacolo significativo per molti pazienti. Allo stesso modo, anche gli interventi chirurgici comportano spese considerevoli, sebbene spesso più facilmente rimborsate.
Capire come le barriere economiche influenzino l’aderenza ai farmaci o la scelta di un percorso chirurgico è fondamentale per sviluppare politiche sanitarie più eque e accessibili. I futuri studi valuteranno in che misura i costi diretti possano influenzare la motivazione del paziente e l’efficacia del trattamento, fornendo dati essenziali per sostenere politiche che rendano queste opzioni più accessibili a chi ne ha bisogno.
La ricerca è stata presentata al convegno annuale dell’ASMBS del 2025.





































