Da decenni gli studiosi discutono su quanto l’atmosfera marziana sia davvero attiva.
Sappiamo che il Pianeta Rosso è attraversato da tempeste di polvere spettacolari, in grado di avvolgere l’intera superficie. Alcune osservazioni effettuate nel 1999 e nel 2016 sembravano poter affermare eventi di nature elettrica (fulmini) all’interno delle tempeste di polvere marziane ma la domanda è rimasta aperta: possono svilupparsi eventi elettrici paragonabili ai fulmini terrestri?
Un nuovo studio sembra suggerire di sì.
Secondo un’analisi condotta da un gruppo internazionale di ricercatori, segnali elettromagnetici riferibili a fulmini, rilevati da Terra e incrociati con osservazioni orbitali, indicano la probabile presenza di scariche elettriche intense all’interno delle tempeste marziane.
Non si tratterebbe di fulmini identici ai nostri, ma di “electrical discharges” generate dalla frizione delle particelle di polvere in rapido movimento. Un fenomeno più comune di quanto si pensi anche sulla Terra, dove si verifica nelle tempeste di sabbia e nelle eruzioni vulcaniche.
L’osservazione
Durante diverse tempeste su Marte, gli strumenti hanno registrato:
- variazioni nelle emissioni radio compatibili con scariche elettriche;
- correlazioni temporali tra i segnali e le fasi più intense delle tempeste;
- modelli atmosferici che indicano un accumulo sufficiente di cariche elettrostatiche.
La bassa densità dell’atmosfera marziana aveva fatto supporre, in passato, che fenomeni simili fossero improbabili. Questo studio ribalta la prospettiva: anche in condizioni rarefatte, la polvere può generare differenze di potenziale capaci di generare scariche energetiche.
Perché la presenza di fulmini marziani è importante
La scoperta ha implicazioni notevoli per diverse aree scientifiche:
1. Meteorologia marziana
La presenza di scariche elettriche indica che Marte non è un mondo “statico”.
La sua atmosfera è più vivace e complessa del previsto, con processi energetici ancora poco compresi.
2. Sicurezza delle missioni
Rover e lander potrebbero essere più esposti del previsto a:
- rischio di interferenze elettroniche;
- potenziali scariche sulle superfici esposte;
- complicazioni per le comunicazioni locali;
- ulteriore pericolo per futuri habitat umani.
Le tempeste globali, già temute per la polvere, diventano ora un fenomeno doppio: polvere + elettricità.
3. Chimica pre-biotica
Scariche elettriche in un’atmosfera ricca di CO₂ possono favorire la formazione di:
- nitrati;
- ossidanti;
- composti reattivi utili alla chimica prebiotica.
Non significa che Marte abbia avuto vita, ma che potrebbe aver avuto i “motori” energetici per favorire reazioni complesse.
Fulmini senza pioggia: un fenomeno tutto terrestre… e ora forse marziano
Sulla Terra i fulmini non si formano solo nelle nubi temporalesche.
Li vediamo anche nelle tempeste di sabbia del Sahara, nei pennacchi delle eruzioni vulcaniche e nelle tempeste di cenere (sempre collegate ad eruzioni vulcaniche) dell’Islanda o del Giappone.
Sono eventi detti “dry lightning”, in cui la precipitazione è assente ma la carica elettrostatica è enorme.
Marte potrebbe essere teatro di una versione analoga, generata esclusivamente dalla polvere in movimento.
Conclusione
La scoperta non è ancora definitiva – serviranno conferme, osservazioni dedicate e contributi dalle missioni attuali e future – ma segna un importante passo avanti nella comprensione del Pianeta Rosso.
Marte si rivela sempre meno un “deserto immobile” e sempre più un sistema dinamico, complesso, attraversato da processi fisici che ricordano la Terra più di quanto immaginassimo fino a non molto tempo fa.
E se gli scienziati riusciranno a osservare fulmini marziani in modo diretto, sarà un tassello fondamentale per capire non solo la meteorologia planetaria, ma anche come si comporta la materia in condizioni estreme, lontano dal nostro ambiente familiare.
Ricerca originale:
Baptiste Chide et al., Detection of triboelectric discharges during dust events on Mars









































