HomeScienzaEsplorazione SpazialeArtemis II: rollout del vettore SLS per le verifiche pre-lancio

Artemis II: rollout del vettore SLS per le verifiche pre-lancio

La missione Artemis II entra nel vivo con il trasferimento del sistema SLS-Orion alla rampa 39B, previsto dal 17 gennaio per i test di integrazione finale. Questa operazione cruciale serve a validare ogni sistema di volo prima del lancio, con un cronoprogramma flessibile per garantire la massima sicurezza tecnica e operativa

La NASA si prepara a una fase cruciale per la missione Artemis II con il prossimo spostamento del razzo SLS e della navicella Orion verso la rampa di lancio 39B del Kennedy Space Center. Questa operazione segna l’inizio delle attività di integrazione finale e dei test pre-lancio necessari per validare i sistemi di volo.

Il trasporto, affidato al colossale cingolato-trasportatore-2, coprirà una distanza di quattro miglia in circa dodici ore, con una partenza programmata non prima di sabato 17 gennaio. Sebbene le squadre tecniche lavorino senza sosta, la data rimane flessibile per rispondere a eventuali necessità tecniche dell’ultimo minuto o a variazioni delle condizioni meteorologiche.

Artemis II: rollout del vettore SLS per le verifiche pre-lancio
Artemis II: rollout del vettore SLS per le verifiche pre-lancio

Artemis II: sicurezza e preparativi finali

L’amministratore associato Lori Glaze ha sottolineato che, nonostante l’entusiasmo per l’imminente ritorno dell’umanità verso la Luna, la sicurezza dell’equipaggio resta il pilastro fondamentale di ogni decisione operativa. Il percorso verso il lancio prevede ancora tappe significative e controlli rigorosi per garantire che ogni componente risponda ai più alti standard di affidabilità. In questa fase di avvicinamento, la priorità assoluta è minimizzare ogni rischio residuo prima che gli astronauti salgano a bordo della navicella Orion.

Nelle ultime settimane, gli ingegneri hanno affrontato e risolto diverse sfide tecniche emerse durante i controlli finali, tipiche dello sviluppo di sistemi aerospaziali complessi. Tra gli interventi principali, i tecnici hanno individuato e sostituito un cavo del sistema di terminazione del volo che risultava piegato e non conforme alle specifiche, programmando i test di verifica per il fine settimana. Parallelamente, è stata sostituita con successo una valvola critica per la pressurizzazione del portello di Orion, che aveva mostrato anomalie durante i test di dicembre.

Oltre agli interventi diretti sul veicolo spaziale, il team ha lavorato intensamente sull’hardware di supporto a terra per risolvere alcune perdite riscontrate nei sistemi di rifornimento. Questi componenti sono vitali per le operazioni di carico dell’ossigeno gassoso, elemento indispensabile per garantire l’aria respirabile all’interno della navicella Orion. Il superamento di questi intoppi tecnici conferma la meticolosità dei protocolli della NASA nel preparare una missione che segnerà un nuovo capitolo dell’esplorazione spaziale.

Integrazione e configurazione sulla rampa

Non appena il sistema integrato raggiungerà la rampa di lancio, i tecnici daranno il via a una complessa procedura di attivazione e collegamento. Questa fase prevede l’allacciamento di tutte le infrastrutture di supporto a terra, che comprendono le linee di alimentazione elettrica, i condotti per il controllo ambientale del carburante e i sistemi di carico dei propellenti criogenici. Per la prima volta sulla piattaforma, tutti i sistemi verranno accesi simultaneamente per verificare la perfetta interoperabilità tra l’hardware di volo, il lanciatore mobile e le strutture fisse di terra.

A conclusione dei test di connessione, gli astronauti designati per la missione Artemis II visiteranno personalmente la postazione di decollo. Reid Wiseman, Victor Glover e Christina Koch della NASA, insieme a Jeremy Hansen dell’Agenzia Spaziale Canadese, effettueranno un’ultima ricognizione sulla piattaforma di lancio. Questa procedura permette all’equipaggio di familiarizzare con l’ambiente operativo finale prima del giorno del lancio effettivo.

Verso la fine di gennaio, la NASA condurrà il fondamentale “Wet Dress Rehearsal”, una simulazione completa che prevede il riempimento del razzo con oltre 2.900.000 litri di propellenti criogenici. Durante questa esercitazione, i team simuleranno l’intero conto alla rovescia e testeranno le procedure per svuotare il carburante in totale sicurezza. In parallelo, la squadra di chiusura incaricata della gestione dei portelli e della sicurezza a bordo della navicella Orion utilizzerà questo test per perfezionare le manovre di emergenza e i protocolli operativi in assenza degli astronauti.

La simulazione entrerà nel vivo circa 49 ore prima del lancio fittizio e includerà diverse prove focalizzate sugli ultimi dieci minuti del cronometro, chiamati “conteggio terminale”. In una prima fase, il team di lancio verificherà la capacità di gestire il conto alla rovescia fino a 90 secondi dal decollo, per poi osservare una pausa tecnica e riprendere fino al momento in cui il controllo passa al sequenziatore automatico del razzo, a 33 secondi dal termine. Successivamente, verrà eseguito un secondo test che ripartirà dai dieci minuti finali per fermarsi definitivamente a soli 30 secondi dal lancio, validando così la flessibilità e la reattività dei sistemi di comando in caso di interruzioni impreviste.

Monitoraggio tecnico e gestione delle criticità

Nonostante l’integrazione delle lezioni apprese dalla missione precedente, la NASA mantiene un approccio cautelativo, prevedendo soste operative per risolvere qualsiasi difficoltà tecnica che dovesse emergere durante i test. Un’attenzione particolare sarà rivolta al caricamento dei propellenti criogenici, specialmente per quanto riguarda l’idrogeno liquido, che aveva presentato criticità durante i test di Artemis I. Gli ingegneri monitoreranno inoltre l’efficacia delle nuove procedure volte a limitare l’accumulo di azoto gassoso tra il modulo dell’equipaggio e il sistema di aborto al lancio, un fattore determinante per la sicurezza della squadra di chiusura.

Il successo della prova generale bagnata è fondamentale e l’agenzia non esclude la necessità di ripetere il test o di riportare il sistema SLS-Orion all’interno del Vehicle Assembly Building per interventi correttivi. Una volta completate le verifiche sulla rampa, la NASA convocherà una revisione formale della prontezza del volo. In questa sede, il team di gestione valuterà la piena operatività dell’hardware, delle infrastrutture e di tutte le squadre coinvolte nel lancio e nel recupero, prima di ufficializzare la data di partenza definitiva.

Sebbene le opportunità temporali si aprano già da venerdì 6 febbraio, la scelta della data esatta dipenderà dall’esito dei test e dalla complessa meccanica orbitale. I periodi utili per il decollo sono determinati dalla rotazione terrestre e dal ciclo lunare, creando uno schema che prevede solitamente una settimana di disponibilità seguita da tre settimane di pausa. Gli ingegneri devono identificare i momenti precisi in cui il razzo può immettere la navicella Orion sulla traiettoria corretta verso la Luna, garantendo al contempo il raggiungimento di tutti gli obiettivi di sicurezza.

Il momento del lancio deve assicurare che Orion raggiunga un’orbita terrestre alta per i controlli dei sistemi vitali, prima di eseguire l’accensione per l’iniezione translunare. Tale manovra è studiata per inserire la navicella in una traiettoria di ritorno libero, sfruttando la gravità lunare per il rientro sulla Terra senza necessità di ulteriori propulsioni. Un vincolo fondamentale riguarda l’esposizione solare: la rotta deve essere pianificata affinché Orion non resti nell’oscurità per più di 90 minuti consecutivi, permettendo ai pannelli solari di generare elettricità e mantenere la temperatura interna entro i limiti operativi.

Oltre alle necessità energetiche e orbitali, i pianificatori della missione devono escludere qualsiasi data di lancio che esponga la navicella a eclissi prolungate durante il tragitto. Infine, la scelta del giorno di partenza è strettamente legata al profilo di rientro atmosferico. La traiettoria deve essere calcolata con estrema precisione fin dal decollo per garantire che, al termine del viaggio, Orion possa effettuare un ingresso sicuro nell’atmosfera terrestre seguendo il profilo di discesa prestabilito.

Per maggiori informazioni visita il sito ufficiale della NASA.

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