Il telescopio spaziale James Webb Space Telescope continua a mettere in difficoltà i modelli cosmologici tradizionali. Questa volta il problema è una galassia gigantesca formatasi nelle primissime epoche dell’universo che, secondo le osservazioni, sembrerebbe non ruotare affatto.
E per gli standard della cosmologia moderna, questa è una notizia parecchio scomoda.
Secondo gli attuali modelli di formazione galattica, le grandi galassie dovrebbero accumulare momento angolare durante la loro evoluzione. In altre parole: dovrebbero ruotare. È proprio la rotazione che contribuisce alla formazione delle strutture a disco osservabili in moltissime galassie moderne, inclusa la nostra Via Lattea.
Ma il nuovo oggetto osservato dal Webb sembra comportarsi diversamente.
James Webb Space Telescope trova una galassia che non dovrebbe esistere
Gli astronomi hanno individuato una galassia enorme e sorprendentemente evoluta risalente a un’epoca in cui l’universo aveva solo una piccola frazione della sua età attuale. Tuttavia, analizzando il movimento interno del gas e delle stelle, il team non ha trovato i chiari segnali di rotazione che ci si aspetterebbe da una struttura di queste dimensioni.
La scoperta potrebbe suggerire che nelle prime fasi dell’universo esistessero meccanismi di formazione galattica molto più complessi di quanto previsto.
Negli ultimi due anni il Webb ha già prodotto diverse osservazioni considerate “anomale”:
- galassie troppo grandi troppo presto;
- buchi neri supermassicci comparsi in tempi insolitamente rapidi;
- strutture cosmiche apparentemente troppo evolute per l’età dell’universo.
Ora si aggiunge anche una galassia gigante che sembra ignorare uno dei principi fondamentali della formazione galattica moderna.
Naturalmente questo non significa che l’intera cosmologia sia “sbagliata”. La scienza non funziona così. Ma significa che i modelli attuali potrebbero essere incompleti e che l’universo primordiale fosse probabilmente più dinamico e caotico di quanto immaginato.
Ed è proprio questo il valore scientifico del Webb.
Più che confermare ciò che già sappiamo, il telescopio sta mostrando quanto ancora ci manchi da comprendere sull’origine delle prime strutture cosmiche.
E ogni nuova osservazione sembra ricordarci la stessa cosa: l’universo reale è quasi sempre più strano delle simulazioni costruite dagli esseri umani. Una qualità che continua a renderlo decisamente poco collaborativo con i nostri modelli teorici.





































