Nelle profondità della città di Hangzhou, un gruppo di ingegneri ha portato a termine l’installazione di un’imponente macchina rotante denominata CHIEF1900, situata all’interno di una camera circolare di 230 metri quadrati. Il dispositivo è stato posizionato strategicamente a 15 metri di profondità per garantire che le intense vibrazioni generate durante la sua attività non interferiscano con l’ambiente circostante, proteggendo la stabilità dell’area.

Il colosso sotterraneo di Hangzhou
L’apparecchiatura opera seguendo il principio di una vastissima centrifuga industriale e utilizza un braccio meccanico dal raggio di 6,4 metri per far ruotare modelli fisici ad altissima velocità. Questa particolare configurazione permette agli scienziati di sottoporre diversi materiali a sollecitazioni fisiche estreme, offrendo l’opportunità unica di osservare il loro degrado all’interno di un ambiente rigorosamente controllato.
Uno degli aspetti più interessanti di questa tecnologia riguarda la capacità di accelerare i processi naturali che solitamente richiedono secoli per manifestarsi. Ruotando i modelli in scala a velocità elevate, la macchina riesce a comprimere cronologie geologiche lunghissime in un arco temporale di pochissimi giorni, trasformando radicalmente le tempistiche della ricerca scientifica.
CHIEF1900 è situata presso il Centrifugal Hypergravity and Interdisciplinary Experiment Facility dell’Università di Zhejiang ed è stato realizzato dallo Shanghai Electric Nuclear Power Group. Con una potenza tale da generare fino a 1.900 g-tonnellate di forza, la macchina sottopone campioni pesanti diverse tonnellate a una spinta quasi duemila volte superiore alla normale attrazione terrestre. Per offrire un termine di paragone, una comune lavatrice domestica produce solo 2 g di forza durante la centrifuga.
Grazie a queste prestazioni, l’installazione ha stabilito un nuovo record mondiale nel campo della ipergravità, superando il precedente primato detenuto per anni da un’unità da 1.200 g-tonnellate gestita dall’US Army Corps of Engineers nel Mississippi. Il CHIEF1900 sostituisce inoltre la versione precedente, il CHIEF1300, consolidando il centro di ricerca di Zhejiang come il punto di riferimento globale per questo tipo di sperimentazioni avanzate.
Sfide termiche e soluzioni ingegneristiche d’avanguardia
L’estremo attrito e il movimento meccanico richiesti per raggiungere la potenza di 1.900 g-tonnellate sprigionano una quantità di calore immensa, tale da mettere a rischio l’integrità dei componenti interni. Per ovviare al pericolo di fusione, i progettisti hanno implementato un sofisticato sistema di raffreddamento che combina la tecnologia del vuoto con la ventilazione forzata. Questa architettura sfrutta la flangia dal diametro più grande mai realizzata per tale scopo, permettendo l’integrazione tra il pompaggio del vuoto e speciali linee di raffreddamento ad alta efficienza.
Secondo Ling Daosheng, ingegnere capo presso l’Università di Zhejiang, la scelta di posizionare la struttura sotto il livello del suolo e di dotarla di sistemi a vuoto è stata fondamentale già per il predecessore CHIEF1300, al fine di mitigare la resistenza dell’aria e il surriscaldamento. Lo stesso principio è stato applicato alla versione più potente: dato che l’accelerazione centrifuga aumenta proporzionalmente alla velocità di rotazione del braccio da 6,4 metri, il controllo termico rigoroso diventa il pilastro essenziale per garantire la stabilità dell’intero apparato durante i test.
La funzione primaria del CHIEF1900 risiede nella capacità di contrarre simultaneamente le dimensioni fisiche e le scale temporali degli esperimenti. Posizionando un modello di diga alto tre metri all’interno della camera di rotazione a 100 g, la struttura subisce sollecitazioni interne identiche a quelle di una diga reale di 300 metri. Questa manipolazione consente agli esperti di individuare con precisione i punti di rottura di grandi infrastrutture, come piattaforme offshore o dighe idroelettriche, analizzandone i rischi strutturali ben prima che inizi la costruzione vera e propria.
L’ambiente a ipergravità si rivela prezioso anche per studiare fenomeni geologici altrimenti impercettibili. Gli scienziati utilizzano queste forze estreme per analizzare la risonanza tra i binari dell’alta velocità e il suolo, permettendo di prevedere esattamente quando e dove il terreno potrebbe cedere sotto le vibrazioni costanti dei convogli pesanti. Tale precisione offre una garanzia di sicurezza preventiva fondamentale per lo sviluppo dei trasporti moderni.
Uno degli impieghi più rivoluzionari riguarda lo studio della migrazione degli inquinanti dal suolo profondo verso le falde acquifere, un processo che in natura richiederebbe tempi di osservazione compresi tra centinaia e decine di migliaia di anni. Grazie alla camera rotante, i ricercatori sono in grado di condensare l’intero percorso di queste sostanze in un intervallo di appena 3,65 giorni. Come sottolineato dal responsabile scientifico Chen Yunmin, questa tecnologia permette di ricreare scenari fisici reali, dai millisecondi ai millenni, fornendo dati empirici diretti che superano la precisione delle semplici simulazioni al computer.
CHIEF1900: innovazione ingegneristica e sfide costruttive
La realizzazione del CHIEF1900 ha imposto agli sviluppatori una sfida tecnica senza precedenti, costringendoli a progettare e produrre numerosi componenti interamente da zero. Le velocità operative estreme, combinate con l’eccezionale lunghezza dei bracci meccanici, hanno infatti dimostrato che i componenti industriali standard non erano sufficienti, poiché venivano spinti costantemente oltre i propri limiti fisici di rottura. Questa necessità di personalizzazione radicale ha trasformato il progetto in un vero e proprio laboratorio di avanguardia meccanica.
Il sito sotterraneo, frutto di un investimento infrastrutturale di 285 milioni di dollari, è stato approvato nel 2021 dalla Commissione Nazionale per lo Sviluppo e la Riforma. Il Centro ospita oggi sei cabine sperimentali altamente specializzate, dedicate a settori di ricerca cruciali che spaziano dall’ingegneria dei pendii e delle dighe alla geotecnica sismica, fino allo studio dei processi geologici e delle tecnologie per le acque profonde.
Nelle intenzioni dei suoi promotori, il laboratorio di ipergravità deve operare come una risorsa globale aperta alla comunità scientifica internazionale. Seguendo il modello di gestione dei grandi telescopi astronomici, i team di ricerca di tutto il mondo potranno prenotare sessioni operative sulla macchina principale. L’intero complesso si compone attualmente di tre unità fondamentali e 18 dispositivi di volo a supporto delle cabine di prova, mentre altre due unità sono ancora in fase di completamento presso il sito di Hangzhou.
Le potenzialità della struttura sono già state confermate dai test pilota condotti con il modello precedente, il CHIEF1300. Durante queste simulazioni, i ricercatori sono riusciti a riprodurre terremoti di grande intensità per testare la tenuta sismica delle dighe e a ricreare la pressione oceanica presente a 2.000 metri di profondità, fondamentale per valutare la sicurezza nell’estrazione degli idrati di metano. Inoltre, la sperimentazione ha permesso di sintetizzare leghe metalliche ad altissima resistenza e prive di difetti strutturali.
Secondo il responsabile scientifico Chen Yunmin, l’importanza di questa struttura risiede nella sua capacità di spingersi oltre la conoscenza attuale. La precisione e la potenza del CHIEF1900 offrono infatti agli scienziati l’opportunità concreta di osservare fenomeni fisici inediti e di elaborare teorie completamente nuove, fornendo risposte empiriche laddove i modelli teorici e le simulazioni digitali non riescono ancora ad arrivare.
La progettazione è stata riportata da Interesting Engineering.





































