Dopo un lungo dibattito sulle strategie di gestione dei flussi turistici, il Comune di Roma ha ufficializzato l’introduzione di un contributo d’ingresso di 2€ per l’accesso alla Fontana di Trevi. Questa misura è diventata operativa a partire dal 1° febbraio 2026. Nonostante la novità abbia generato una certa confusione nelle comunicazioni online, è importante chiarire che non si tratta di un sistema di prenotazione obbligatorio né di una chiusura del monumento, ma di un intervento mirato a regolare l’affluenza in una specifica area.

La nuova regolamentazione per la Fontana di Trevi
Il pagamento del ticket è richiesto esclusivamente per accedere alla zona della vasca, ovvero lo spazio delimitato dai gradini in pietra situati direttamente di fronte all’acqua. Questa restrizione è pensata solo per chi desidera avvicinarsi al bordo della fontana, lasciando invece invariate le modalità di fruizione per il resto della zona circostante.
L’introduzione della tariffa non preclude la bellezza del sito al grande pubblico. L’ingresso alla piazza rimane infatti completamente libero e gratuito per tutti i passanti. Anche senza acquistare il biglietto, resta possibile ammirare l’opera monumentale nel suo complesso e scattare fotografie dalle aree sopraelevate. In sintesi, la Fontana di Trevi non viene isolata dal contesto urbano, ma viene semplicemente gestita in modo più ordinato per preservarne la vivibilità.
L’evoluzione del sistema di gestione dei flussi
L’attuale modello di regolamentazione affonda le sue radici nelle misure adottate all’inizio del 2025, quando il Comune di Roma ha introdotto i primi sistemi di controllo della folla presso la Fontana di Trevi. In quella fase iniziale, l’accesso alla zona della vasca è stato limitato tramite l’installazione di barriere fisiche per monitorare il numero di visitatori in prossimità dell’acqua.
Tale periodo è servito come un’importante sperimentazione tecnica per valutare la sostenibilità e la sicurezza degli accessi, pur senza prevedere ancora un pagamento. L’attuale tariffa introdotta nel 2026 rappresenta dunque l’evoluzione diretta e strutturata di quel precedente collaudo logistico.
Per chi desidera avvicinarsi alla vasca monumentale, è previsto un biglietto dal costo unico di 2 euro, per il quale non sono applicate riduzioni di prezzo. I visitatori hanno a disposizione diverse opzioni per munirsi del titolo d’ingresso, potendo scegliere tra l’acquisto anticipato online attraverso il portale ufficiale oppure rivolgendosi fisicamente presso i punti di informazione turistica e alcuni musei civici della Capitale. È inoltre possibile acquistare il ticket direttamente sul posto, in corrispondenza dell’area di accesso.
Per quanto riguarda le transazioni economiche, l’amministrazione ha optato per una gestione interamente digitale e tracciabile. Sia per le prenotazioni effettuate telematicamente, sia per l’acquisto diretto presso l’ingresso della Fontana di Trevi, il pagamento può essere eseguito esclusivamente tramite carta, escludendo l’utilizzo di contanti per questa specifica tariffa di accesso.
Categorie di accesso e agevolazioni
Il sistema tariffario prevede un costo di 2 euro per i turisti e per chi non risiede nella Capitale, ma sono state definite diverse deroghe per garantire la gratuità a specifiche categorie. Possono accedere liberamente all’area della vasca i residenti a Roma o nel territorio della Città Metropolitana, previa esibizione di un documento di identità valido ai varchi di controllo.
La gratuità è estesa anche ai bambini di età inferiore ai 6 anni e alle persone con disabilità insieme a un loro accompagnatore. Inoltre, il libero accesso è garantito alle guide turistiche autorizzate provviste di tesserino identificativo e ai possessori della Roma MIC Card. In ogni circostanza, la documentazione che attesta il diritto all’esenzione deve essere presentata obbligatoriamente all’ingresso, pena l’acquisto del biglietto a tariffa piena.
La decisione di introdurre un contributo economico nasce dalla necessità di tutelare un monumento che, nei periodi di massima affluenza, accoglie decine di migliaia di persone ogni giorno. Un volume di visitatori così elevato comporta rischi concreti per la sicurezza in prossimità dell’acqua e minaccia l’integrità delle strutture storiche, oltre a generare un sovraffollamento che impedisce una fruizione serena del sito. La tariffa di 2 euro mira dunque a decongestionare l’area, incrementare i livelli di sicurezza e reperire risorse dirette da destinare alla manutenzione costante e alla conservazione futura della fontana.
Allo stato attuale, i titoli d’ingresso non sembrano vincolati a una fascia oraria specifica, sebbene questa opzione rimanga al vaglio per gestire eventuali picchi di affluenza futuri. Restano inoltre da chiarire alcuni dettagli operativi relativi alla permanenza nell’area monumentale di Roma, come l’eventuale introduzione di un tempo massimo per la visita o le modalità esatte con cui verranno effettuati i controlli durante la sosta presso la vasca. Poiché il sistema è entrato in funzione da poco tempo, le procedure potrebbero subire affinamenti basati sull’esperienza reale sul campo.





































