MiUna cometa recentemente scoperta, soprannominata “l’altra ATLAS”, ha stupito gli esperti trasformandosi in uno spettacolare nastro dorato dopo essere sopravvissuta a un avvicinamento ravvicinato al Sole. Molti ritenevano che questo viaggio estremo ne avrebbe segnato la fine, ma la cometa, identificata come C/2025 K1 ATLAS, ha dimostrato una notevole resilienza.

C/2025 K1 ATLAS: la scoperta e le eclissi mediatiche
C/2025 K1 ATLAS è stata scoperta a maggio dagli astronomi dell’Asteroid Terrestrial-impact Last Alert System , un sistema che utilizza telescopi situati alle Hawaii, in Cile e in Sudafrica per scandagliare il cielo notturno alla ricerca di oggetti in movimento. La cometa è rimasta in gran parte nell’ombra mediatica, in parte a causa della maggiore attenzione rivolta ad altri oggetti celesti: la cometa interstellare 3I/ATLAS, scoperta all’inizio di luglio dagli stessi astronomi, e la cometa Lemmon, ben visibile nelle settimane precedenti.
La cometa C/2025 K1 ha raggiunto il suo punto più vicino al Sole, o perielio, l’8 ottobre. In quel momento, è arrivata a una distanza minima di 50 milioni di chilometri dalla nostra stella. Questa distanza è circa quattro volte inferiore a quella raggiunta da 3I/ATLAS, che ha toccato il suo perielio il 29 ottobre. A causa dell’intensa forza gravitazionale e dell’esposizione termica di questo incontro ravvicinato, molti esperti temevano che la C/2025 K1 sarebbe stata fatta a pezzi dall’attrazione solare.
Nonostante le previsioni pessimistiche, la cometa non solo è sopravvissuta, ma è riapparsa in modo sorprendente. Il 29 ottobre, l’astrofotografo Dan Bartlett ha catturato una splendida immagine di C/2025 K1 da June Lake, in California, proprio mentre 3I/ATLAS raggiungeva il suo perielio. La foto rivela la cometa avvolta in un caratteristico bagliore dorato e dotata di una lunga coda che appare “sferzata” dal vento solare. Questa spettacolare formazione è simile a quella osservata sulla cometa Lemmon, la cui coda si era recentemente frammentata.
La chimica dietro i colori delle comete
La cometa C/2025 K1 ATLAS, la cui sopravvivenza al perielio era stata messa in dubbio, ha sorpreso gli osservatori mostrando una colorazione inusuale. L’astrofotografo Dan Bartlett ha commentato a Spaceweather.com che “Questa cometa non avrebbe dovuto sopravvivere al perielio dell’8 ottobre”, aggiungendo che ora presenta una colorazione rosso/marrone/dorata, una tonalità raramente osservata nelle comete. La stessa unica cromia è stata confermata da almeno altri due fotografi in California e Arizona.
Le comete appaiono generalmente bianche poiché la luce solare riflessa dalla loro chioma, la nube di ghiaccio, gas e polvere che le circonda, contiene tutte le lunghezze d’onda dello spettro visibile. Tuttavia, quando sono presenti sostanze chimiche specifiche nella chioma, queste possono assorbire determinate lunghezze d’onda della luce, facendo sì che la cometa emetta una tonalità diversa.
Ad esempio, la recente cometa Nishimura, l’esplosiva 12P/Pons-Brooks (“cometa del diavolo”) e la “cometa verde” C/2022 E3 sono diventate verdi per la presenza di dicarbonio o cianuro nelle rispettive chiome. Altre comete possono assumere una tonalità blu se la chioma contiene monossido di carbonio o ammoniaca, una colorazione che, secondo le recenti osservazioni, potrebbe essere riscontrata anche in 3I/ATLAS.
Il colore dorato di C/2025 K1 è, tuttavia, molto più inconsueto. L’astronomo David Schleicher, che ha studiato la cometa dall’Osservatorio Lowell in Arizona, ha scritto in un post sul blog che C/2025 K1 presenta una sorprendente mancanza di molecole contenenti carbonio, come dicarbonio, monossido di carbonio e cianuro. Solo altre due comete conosciute hanno mostrato livelli così bassi di queste molecole.
Questa diminuzione delle molecole a base di carbonio è ritenuta la causa più probabile della sua singolare colorazione dorata. Tuttavia, i rappresentanti hanno ammesso che “non sappiamo esattamente perché” ciò avvenga. Altre possibili correlazioni con il colore potrebbero includere il suo recente intenso sorvolo solare o il suo rapporto relativamente basso tra gas e polvere rispetto ad altre comete.
La magnitudine e l’osservazione strumentale
La cometa C/2025 K1 ATLAS ha recentemente attraversato un evento di luminosità inaspettato (detto outburst) durante il suo passaggio ravvicinato al Sole (perielio). Questo aumento repentino ha portato la sua magnitudine apparente al valore di 9, rendendola luminosa quanto la cometa 3I/ATLAS.
Una magnitudine apparente di 9 indica che, sebbene C/2025 K1 sia ora un oggetto celeste relativamente brillante per una cometa, essa rimane troppo debole per essere individuata a occhio nudo. Di conseguenza, per poterla osservare, è necessario l’utilizzo di strumenti ottici. Un telescopio decente o un binocolo di buona qualità per l’osservazione astronomica sono sufficienti per distinguere l’oggetto nel cielo notturno.
Per coloro che desiderano localizzare la cometa, C/2025 K1 si trova attualmente nella regione celeste compresa tra le costellazioni della Vergine e del Leone nel cielo orientale. Il momento migliore per tentare l’osservazione è poco prima dell’alba, quando la cometa si trova sufficientemente alta sopra l’orizzonte e il cielo è ancora sufficientemente scuro prima che la luce solare inizi a interferire.
Il culmine della visibilità per gli osservatori terrestri è atteso intorno al 25 novembre, data in cui C/2025 K1 raggiungerà il suo punto di minima distanza dalla Terra. Sebbene la cometa continuerà il suo viaggio, si prevede che rimarrà un obiettivo osservabile con strumenti per un periodo prolungato, probabilmente fino all’inizio di dicembre, prima di affievolirsi e allontanarsi progressivamente dalla portata dei telescopi amatoriali.
Per maggiori informazioni, visita il sito ufficiale della NASA.





































