Parchi solari: negli UAE un progetto da 20 km²

I nuovi parchi solari favoriscono la formazione di nuvole piovose sopra gli EAU, e questa potrebbe essere un'idea creativa, ma anche rischiosa

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Parchi solari

In una regione in cui l’acqua è scarsa ma il sole è abbondante, come gli Emirati Arabi Uniti (EAU), gli scienziati stanno cercando di trovare soluzioni per alleviare la crisi idrica. Sebbene l’esercito di droni e aerei che semina nuvole abbia aiutato, gli scienziati hanno recentemente proposto un nuovo metodo per promuovere le precipitazioni: giganteschi parchi solari.

Secondo un nuovo studio condotto dai ricercatori dell’Università di Hohenheim in Germania, grandi schiere di pannelli solari potrebbero favorire la formazione di nuvole piovose sopra gli EAU e fornire l’acqua tanto necessaria a decine di migliaia di persone.

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L’idea si basa sulla capacità dei pannelli solari fotovoltaici di colore scuro di assorbire il calore e creare “isole di calore artificiali” nelle aree locali e, con l’aiuto della brezza marina degli EAU, il calore potrebbe essere trasportato verso l’alto tramite convezione e promuovere la formazione di nuvole nei cieli.

Il team ha utilizzato modelli computerizzati per eseguire diverse simulazioni per valutare l’effetto dei parchi solari in diverse dimensioni, e proprio il modello suggerisce che realizzare parchi solari di 10 chilometri quadrati di pannelli solari neri avrebbe “un impatto minimo” sulle precipitazioni.



Tuttavia, realizzare parchi solari più grande potrebbe produrre acquazzoni consistenti, ad esempio, disporre di parchi solari di 20 chilometri quadrati di pannelli solari creerebbero circa 570.000 metri cubi di pioggia ogni giorno, fornendo acqua sufficiente per oltre 31.000 persone ogni anno, se avvengono solo per 10 giorni all’anno. Mentre dei campi solari di 50 chilometri quadrati (19 miglia quadrate) creerebbero abbastanza pioggia per fornire acqua a 125.000 persone in più ogni anno.

Sebbene l’idea di usare i parchi solari per promuovere le precipitazioni sia estremamente creativa e promettente, potrebbe non funzionare per tutte le regioni del mondo che si trovano ad affrontare lo stress idrico. Ad esempio, un altro studio nel 2020 ha esaminato un’idea simile per il deserto del Sahara in Africa, con effetti a catena disastrosi in Amazzonia e nell’Artico.

Tuttavia, la proposta dei parchi solari degli EAU potrebbe anche essere considerata una forma di geoingegneria, ovvero la manipolazione deliberata dei processi naturali della Terra per modificarne il clima e le condizioni meteorologiche. Sebbene molti credano che la geoingegneria potrebbe essere una soluzione pratica alla crisi climatica del pianeta, interferire con sistemi complessi come il clima della Terra potrebbe facilmente avere conseguenze impreviste ed effetti a catena disastrosi.

Alcuni dettagli sullo studio sui parchi solari in UAE

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Lo studio sugli Emirati Arabi Uniti non ha identificato alcun impatto negativo al di fuori della regione circostante, ma questa è una questione che gli scienziati devono considerare in futuro.

In effetti, il nuovo studio sui parchi solari è solo uno dei molti sforzi attualmente in corso per affrontare la crisi idrica globale, e gli scienziati stanno esplorando una serie di soluzioni innovative, come ad esempio il riciclo delle acque reflue, la desalinizzazione dell’acqua marina e l’immissione di acqua nell’atmosfera.

Ad esempio, le tecniche di desalinizzazione stanno diventando sempre più popolari in aree costiere che si trovano ad affrontare problemi legati all’acqua, con la tecnologia che prevede l’utilizzo di energia per rimuovere il sale dall’acqua marina e produrre acqua dolce utilizzabile per le necessità umane.

Tuttavia, c’è una critica comune alla desalinizzazione: richiede una quantità significativa di energia, il che la rende costosa e non sostenibile per molte comunità. Inoltre, la desalinizzazione produce quantità significative di salamoia, che può avere effetti negativi sull’ecosistema marino se non viene gestita correttamente.

In generale, la gestione delle risorse idriche è diventata un tema cruciale per molte nazioni. Con l’aumentare della popolazione mondiale e l’accelerarsi del cambiamento climatico, la domanda di acqua dolce continuerebbe a crescere, nondimeno le risorse idriche stanno diventando sempre più limitate, a causa della crescente urbanizzazione, dell’agricoltura intensiva e del cambiamento climatico.

Soprattutto, le comunità locali stanno iniziando a prendere in mano la situazione, sviluppando soluzioni innovative e sostenibili per gestire le proprie risorse idriche. Ad esempio, in Marocco, la scarsezza d’acqua ha portato allo sviluppo di un sistema di gestione delle acque innovative nelle città di Rabat e Marrakech che implica la partnership tra il governo locale, le università e le organizzazioni della società civile.

Inoltre, ci sono numerose organizzazioni internazionali e organizzazioni non governative che lavorano per promuovere la gestione sostenibile delle risorse idriche, ad esempio, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’agricoltura e l’alimentazione (FAO) collabora con i governi locali per sviluppare strategie di gestione delle acque e promuovere la condivisione di informazioni e di best practice.

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Inoltre, ci sono organizzazioni no-profit come Water.org che lavorano per fornire accesso all’acqua potabile e ai servizi igienici a comunità diseredate in tutto il mondo, attraverso l’impegno delle imprese ed il supporto ai programmi governativi.

Infine, è chiaro che la crisi idrica non può essere risolta da un singolo approccio o tecnologia, al contrario, richiede un approccio completo e centrato sull’essere umano che coinvolge governi locali, organizzazioni internazionali, organizzazioni della società civile e, soprattutto, le comunità locali che si trovano a fronteggiare la crisi idrica sulla propria pelle.

In conclusione, lo studio dell’Università di Hohenheim apre le porte a nuovi approcci per la risoluzione della crisi idrica nelle regioni aride del mondo, tuttavia è importante valutare attentamente i rischi e gli effetti a catena di qualsiasi nuova tecnologia o soluzione, anche quella dei parchi solari, al fine di garantire che non causi ulteriori danni. Restiamo in attesa dei risultati futuri delle ricerche in questo campo.

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