L’eruzione di un vulcano in Russia colora di viola il tramonto in tutto il mondo

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Un gruppo di ricercatori dell’Università di Boulder, Colorado, hanno scoperto che è un eruzione vulcanica, sia pure a grande distanza, la causa della tavolozza di colori che dipinge i tramonti in tutto il mondo.

Negli ultimi tempi, albe e tramonti hanno mostrato suggestive sfumature viola e, per determinarne la causa, è stato inviato un pallone ad alta quota per raccogliere campioni di particelle nella stratosfera.

“Stiamo vedendo queste albe  e questi tramonti colorati di viola per via della presenza in atmosfera di particelle emesse da un vulcano che, combinate all’ozono che assorbe i raggi solari, stanno regalando questo suggestivo effetto”, recita un comunicato del team.

Eruzione di Raikoke vista dallo spazio.
L’eruzione del Raikoke vista dallo spazio.
Il vulcano russo Raikoke, con un cratere del diametro di 700 metri, ha eruttato lo scorso 22 giugno, espellendo nell’atmosfera grandi quantità di ceneri e gas vulcanici. “L’eruzione è stata così grande da poter essere vista dagli astronauti sulla Stazione Spaziale Internazionale“, ha dichiarato la NASA.
In un normale tramonto, senza la presenza di particelle vulcaniche, la luce del sole attraversa l’atmosfera terrestre diffondendo una luce blu. La diminuzione della luce blu fa percepire ai nostri occhi i cieli con tonalità arancioni e rosse.
Quando capita invece che nella stratosfera siano presenti particelle di origine vulcanica, la luce blu diffusa nell’atmosfera terrestre si mescola alla luce rossa conferendo al cielo una colorazione viola.
Lars Kalnajs, ricercatore associato presso del Laboratorio di fisica atmosferica e spaziale dell’università, ha seguito il progetto affermando che questa eruzione non è motivo di preoccupazione, ma che dobbiamo prepararci per un esplosione più grande. Niente di così grande come l’esplosione del monte Tambora che, nel 1815, provocò l’anno senza estate, ma sarà bene tenere alta la guardia.
Un’eruzione molto grande avrebbe un impatto enorme sull’umanità“, ha dichiarato Kalnajs nel comunicato stampa, citando l’eruzione del Monte Tambora nel 1815. Questo avvenimento riuscì a non far arrivare l’estate in quell’anno, a causa della presenza delle ceneri e del materiale vulcanico nell’atmosfera. “Inoltre causò la moria di coltivazioni in tutto il mondo e ghiaccio nei fiumi della Pennsylvania fino al mese di giugno” ha spiegato Kalnajs.
Questo è uno dei motivi per il quale il suo team sta effettuando ulteriori studi sull’eruzione del Raikoke. “I dati preliminari raccolti finora mostrano che alcuni strati della stratosfera sono 20 volte più spessi del normale a causa dell’eruzione vulcanica” ha dichiarato Kalnajs.
Inoltre, sostiene lo scienziato, “Questa situazione ci dimostra che non occorre una grande quantità di particelle nell’atmosfera terrestre per causarne il cambiamento della composizione; peraltro, questa è stata un eruzione vulcanica relativamente piccola, ma sufficiente per colpire la maggior parte dell’emisfero settentrionale“.