La storia di Ferdinando Magellano, esploratore portoghese

Magellano fu un navigatore ed esploratore portoghese, e fu il primo europeo a riuscire ad attraversare l'oceano Pacifico e a circumnavigare il globo

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Ferdinando Magellano, nome italianizzato di Fernão de Magalhães, nasce a Sabrosa nel sud del Portogallo, nel 1480, per poi morire nell’isola di Mactan, nelle Filippine, nel 1521. Magellano fu un navigatore ed esploratore portoghese e fu il primo europeo a riuscire ad attraversare l’oceano Pacifico e a circumnavigare il globo.
La sua famiglia, che era di origini aristocratiche, purtroppo era col tempo caduta in disgrazia. Il padre fu il sindaco della città in cui vivevano, mentre la madre si prendeva unicamente cura della famiglia, che era formata oltre che da Ferdinando anche dal fratello Diego e dalla sorella Isabel.
Magellano all’età di soli dieci anni perde entrambi i suoi genitori, trovandosi così costretto, insieme a suo fratello, ad andare a vivere alla corte di re Giovanni II, dove si trova a ricoprire il ruolo di paggio.
Il re Giovanni II nel 1505 decide di mandare Magellano in India, luogo in cui incomincia a servire il viceré Francisco de Almeida. Qui si distingue per le sue formidabili doti di autorevolezza, per il suo ingegno e il suo coraggio, guadagnandosi un’onorificenza per esser riuscito a sventare un ammutinamento su una delle navi possedute dai reali.
La sua carriera inizia quando viene arruolato all’interno della Marina di sua maestà, dove riesce a far notare subito le sue abilità e la sua passione per la navigazione. Magellano nel 1506 affronta la sua prima spedizione in mare con   rotta verso l’arcipelago delle Molucche, conosciuta da tutti come isole delle spezie, chiamate così per la ricchezza e le grande varietà appunto di spezie.
Magellano durante questa spedizione viene decorato con il ruolo di capitano, ruolo che non riesce a tenere molto a causa del suoi modi indisciplinati. Infatti, decide pur non potendo, di dirigere la sua nave per esplorare delle zone più a est rispetto alla rotta che gli era stata stabilita.
Magellano subito dopo aver perso il ruolo di capitano viene, nel 1510, imbarcato su un’altra nave, in cui il capitano era Alfonso de Albuquerque, insieme a cui partecipa alla battaglia per conquistare il porto di Malacca.
Il navigatore portoghese dopo  questa battaglia ritorna in patria, per poi successivamente nel 1513 imbarcarsi di nuovo su una nave militare diretta verso il Marocco, dove partecipa alla battaglia di Azamor.
Magellano in Marocco incappa in una grave accusa, aver avviato attività commerciali con i mussulmani, disonorando così la sua divisa e il suo grado di marina.
Per questa accusa viene, nel 1514, prima congedato con disonore, e poi allontanato sia dalla marina reale che dalla corte portoghese. Magellano a causa della perdita del suo ruolo si trova senza lavoro, periodo in cui inizia a fantasticare una spedizione tutta sua, da poter comandare in totale autonomia. La spedizione viene ideata grazie ad una carta nautica in suo possesso, che indicava un possibile passaggio per riuscire ad arrivare nell’oceano Pacifico.
Magellano aveva sentito da diverse fonti che l’America meridionale non fosse collegata al misterioso grande continente meridionale, decidendo di proporre di raggiungere l’Oriente navigando verso occidente, oltre l’estremità meridionale del continente americano.
La linea di demarcazione fissata nel trattato di Tordesillas, nel 1494, non permetteva ai vascelli spagnoli la rotta a sud dell’Africa, ma a causa delle scarse conoscenze geografiche dell’epoca non era possibile definire con certezza quali territori agli antipodi dell’Europa cadessero nella sfera di competenza della Spagna e del Portogallo.
Magellano progetta così la sua idea, in cui era previsto di raggiungere l’Asia senza dover circumnavigare l’Africa, riducendo così di molto le distanze. Un piano molto ambizioso già intrapreso da altri esploratori ma mai portato a termine.
Il portoghese non aspirava solamente a trovare questo passaggio, ma anche a dimostrare che si poteva arrivare all’arcipelago delle Molucche con un’altra rotta. Per riuscire nella sua impresa decise di presentare la sua idea a Carlo V.
L’imperatore rimase molto interessato del progetto di Magellano, prima di tutto per il suo coraggio, per la spregiudicatezza e la sua attitudine al comando, ma anche per la possibilità che gli si presentava nello scoprire una rotta del genere, che se fosse stata intrapresa avrebbe potuto dimostrare che le Molucche appartenevano all’influenza spagnola. Non solo, la spedizione aveva tutte le possibilità nel portare alla scoperta di moltissimi nuovi territori da  colonizzare, quindi una prospettiva decisamente interessante.
Fu così che Carlo V decise di appoggiare il progetto di Magellano, fornendogli navi, uomini e provviste per l’impresa. Magellano dopo aver organizzato tutti i preparativi comincia l’impresa il 20 settembre del 1519, salpando con cinque navi da San Luca de Barrameda, sulla foce del Guadalquivi, con a bordo 265 uomini. Lui guidava la spedizione dalla nave ammiraglia Trinidad.
Rino Gaetano club: Ferdinando Magellano il primo uomo che ha circumnavigato il globo terrestre
Magellano comincia la sua traversata costeggiando l’Africa fino ad arrivare all’attuale Sierra leone, per poi attraversare l’Atlantico raggiungendo così il sud America dopo poche settimane. Qui inizia l’esplorazione delle coste del Brasile navigando verso sud lungo le coste dell’America meridionale. Nel febbraio del 1520 arriva a Rio de la Plata, un luogo talmente ampio  da indurre Magellano a credere di essere arrivato all’estremità meridionale del continente.
La leggenda racconta che Magellano vedendo in lontananza una montagna abbia esclamato “monte video”, ossia vedo un monte, da cui poi sarebbe derivato in futuro il nome della città fondata due secoli dopo, Montevideo, l’attuale capitale dell’Uruguay.
Magellano però si trovò a dover fermare la flotta per cinque mesi al porto di San Julián, nella Patagonia meridionale, a causa dell’inverno australe, per poi riprendere il mare alla scoperta dello stretto che in teoria doveva congiungere i due oceani. Purtroppo, il lungo periodo di navigazione, le malattie e la scarsità di cibo e acqua iniziano a creare tumulti tra gli uomini, che costringono Magellano ad intervenire più volte per placare gli animi. Non solo, durante l’inverno australe Magellano perde una delle sue navi a causa di un naufragio avvenuto durante l’esplorazione della Patagonia.
L’esploratore portoghese  il 24 agosto riprende la navigazione, fino a quando il 25 ottobre finalmente trova  un canale, denominato da lui Todos los Santos, a cui successivamente gli verrà attribuito il nome di Magellano, un luogo percorso con molte difficoltà a causa della presenza di densi banchi di nebbia. La navigazione del pericoloso braccio di mare, luogo che separa la Patagonia dalla Terra del Fuoco, chiamata così per la presenza di fuochi lungo le coste, richiede ben 38 giorni, durante il quale una delle navi decide di disertare e fare ritorno in Spagna.
Finalmente, dopo alcuni giorni, esattamente il 28 novembre del 1520, le navi riescono ad oltrepassare il canale arrivando così nell’oceano Pacifico. Tutta la flotta entusiasta di aver portato a termine l’impresa, vista la scarsità di viveri e la stanchezza chiede di poter far ritorno a casa, ma Magellano si rifiuta e punta le sue navi verso nord-ovest.
Il proseguimento del viaggio viene svolto su un oceano tranquillo, tanto da venirgli attribuito il nome di Pacifico da Magellano, che continua la sua navigazione insieme alle sue tre navi. Magellano dopo aver risalito la costa occidentale del sud America, porta la sua spedizione verso occidente. La rotta precisa scelta non è nota, ma una cosa certa è che la spedizione ha navigato verso settentrione esplorando parte delle isole del Pacifico, luogo in cui avvista solamente l’arcipelago delle Tuamotu, chiamate da lui isole della Delusione.
La spedizione inizia così a trovarsi a corto di viveri e molti degli uomini presenti iniziano a morire a causa dello scorbuto. Il 6 marzo del 1521 Magellano raggiunge Guam, nelle isole delle Marianne dopo aver navigato in mare aperto per circa cento giorni. La gente del luogo accoglie amichevolmente Magellano e i suoi uomini, fornendogli una scorta di viveri. Gli indigeni erano talmente incuriositi dagli oggetti personali degli europei che arrivarono  persino a impossessarsene indebitamente, portando Magellano a nominare il posto “isla de Ladrones”, ossia “isola dei Ladri”.
Magellano continua la sua navigazione verso occidente in cerca delle isole delle Molucche, ma dopo dieci giorni raggiunge le isole Filippine, dove il 7 aprile sull’isola di Cebu stringe un accordo con il capo indigeno, a cui da aiuto per organizzare un attacco contro la vicina isola di Mactan.
Durante l’incursione il 27 aprile del 1521 il grande esploratore portoghese termina definitamente il suo viaggio, viene ucciso da un gruppo di indigeni guidati dal loro capo Lapu-lapu, a Mactan. Subito dopo la morte di Magellano una delle navi viene bruciata dall’equipaggio per evitare che cadesse nelle mani nemiche, mentre le altri due navi riescono miracolosamente a fuggire il 6 novembre del 1521.
Le ultime due navi riescono ad arrivare alle isole Molucche, tra cui La Victoria, capitanata da Juan Sebastián Elcano, riuscendo così  a completare la circumnavigazione del globo, raggiungendo Siviglia, dopo aver doppiato il capo di Buona Speranza, l’8 settembre del 1522.
Il carico di spezia presente sulle navi riportato in patria a Victoria e tale da riuscire a ripagare le spese del viaggio. Purtroppo lo stretto di Magellano non si dimostrò ideale vista la complessità del viaggio, fu per questo che la Spagna preferì vendere i propri diritti relativi a quella parte del mondo al Portogallo.
Magellano permise ai cartografi di valutare per la prima volta nella storia l’estensione e la forma dell’America settentrionale e la vastità dell’oceano Pacifico, pose le basi per le relazioni commerciali tra il Nuovo Mondo e l’Oriente, che si svilupparono in tempi successivi. La circumnavigazione del globo compiuta dalla spedizione di Magellano, fu una delle prime a dimostrare la sfericità del pianeta dimostrando che gli oceani sono in realtà collegati tra di loro.