La nuova spettacolare mappa del cielo settentrionale raccolta dal telescopio orbitale TESS – Video

Un panorama unico. È quello che il telescopio spaziale TESS può inquadrare e immortalare, permettendo a tutti noi di gettare uno sguardo sulle spettacolare immensità dell'universo

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Stelle conosciute e meno conosciute brillano insieme a nebulose e galassie vicine, impegnate in una spettacolare gara a chi si mostra più bella e luminosa. È la nuova vista panoramica del cielo settentrionale assemblata con 208 immagini dal Transiting Exoplanet Survey Satellite (TESS) della NASA.

All’interno di questa scena punteggiata di stelle, TESS ha scoperto 67 nuovi esopianeti. Gli astronomi stanno ancora vagliando circa 1.200 ulteriori candidati esopianeti, potenziali nuovi mondi la cui effettiva esistenza è in attesa di conferma. Più di 600 di questi candidati si trovano nel cielo del nord.
Il mosaico settentrionale copre meno cielo rispetto alla sua controparte meridionale, che è stata ripresa durante il primo anno di operazioni della missione. Per circa la metà dei settori settentrionali, il team ha deciso di angolare le telecamere più a nord per ridurre al minimo l’impatto della luce diffusa dalla Terra e dalla Luna. Ciò si traduce in un evidente spazio vuoto lungo il bordo esterno del mosaico.
TESS ha ora iniziato la sua missione estesa, la sua vita è stata prolungata di un altro anno, durante il quale sarà impegnato a fotografare di nuovo il cielo meridionale. Il telescopio orbitale rivisiterà i pianeti scoperti nel suo primo anno, scoprirà nuovi mondi e colmerà le lacune di copertura dal suo rilevamento iniziale.
I miglioramenti alla raccolta e all’elaborazione dei dati del satellite ora consentono a TESS di restituire immagini del settore completo ogni 10 minuti e misurare la luminosità di migliaia di stelle ogni 20 secondi, il tutto continuando la sua precedente strategia di misurazione della luminosità di decine di migliaia di stelle ogni due minuti.

  • Credito musicale: “Strolling” from Above and Below.
  • Scritto e prodotto da Lars Leonhard (www.lars-leonhard.de).
  • Credito: Goddard Space Flight Center della NASA